Intrappolare più energia dal Sole

 L’originale di questo articolo è stato pubblicato su “Le Scienze”, n. 518, ottobre 2011

Ogni mattina l’alba ci ricorda che per il momento riusciamo a sfruttare solo una ridicola frazione di quella vasta fonte di energia pulita che è il Sole. Il problema principale è economico: l’uso dei pannelli fotovoltaici convenzionali è limitato dal loro costo. Eppure la vita sulla Terra, che in ultima analisi è alimentata quasi completamente dall’energia solare attraverso la fotosintesi, ci dimostra che non sono necessarie celle solari con efficienza spaventosa: basta che, come le foglie, si possano produrre in economia e in grande quantità.

«Uno dei grandi obiettivi della ricerca in questo campo è usare l’energia solare per produrre combustibili», dice Devens Gust, dell’Arizona State University. Il modo più facile per ottenere carburanti dall’energia del Sole è scindere l’acqua per ottenere idrogeno e ossigeno gassoso. Nathan S. Lewis e collaboratori, al California Institute of Technology, stanno sviluppando una foglia artificiale che dovrà fare proprio questo (si veda l’illustrazione nella pagina a fronte), usando fili nanometrici di silicio.
Nei mesi scorsi Daniel Nocera, del Mas­sachusetts Institute of Technology, e i suoi collaboratori hanno ottenuto una membrana a base di silicio in cui a scindere l’acqua è un fotocatalizzatore a base di cobalto. Secondo le stime di Nocera, quattro litri d’acqua potrebbero produrre abbastanza combustibile da soddisfare il fabbisogno di un’abitazione per un giorno nei paesi in via di sviluppo. «L’obiettivo è dare a ogni casa una propria centrale energetica», spiega Nocera.
Tuttavia, scindere l’acqua con un catalizzatore è ancora un processo difficile. «I catalizzatori al cobalto come quello usato da Nocera, e altri scoperti da poco e basati su metalli comuni, sono promettenti», afferma Gust, ma nessuno ha ancora trovato un catalizzatore ideale a basso costo. «Non sappiamo come funziona il catalizzatore naturale della fotosintesi, che è basato su quattro atomi di manganese e uno di calcio», sottolinea il ricercatore dell’Arizona State University.
Gust e colleghi hanno analizzato la possibilità di fabbricare assemblaggi molecolari che imitino in modo più efficace le strutture biologiche fonte d’ispirazione, e il suo gruppo ha sintetizzato alcuni componenti che potrebbero far parte di questo genere di dispositivi. Tuttavia, su questo fronte c’è ancora molto lavoro da fare. Le molecole organiche come quelle che usa la natura tendono a degradarsi rapidamente. Mentre le piante producono in continuazione nuove proteine per sostituire quelle che si degradano, le foglie artificiali non hanno (ancora) a disposizione l’intero macchinario di sintesi delle cellule viventi.

0,infiniti 9 è uguale a 0?

Pubblichiamo un interessante articolo dell’ing Giuseppe Merlino tratto dal blog giuseppemerlino.wordpress.com
finito ed infinito
Zero virgola infiniti 9 è uguale ad 1.
0,99999999999999….. = 1
Guardando a prima vista questa identità, potrebbe sembrare una banalità, ma, se cominciamo a meditarci un po’ sopra, la nostra mente potrebbe entrare in cortocircuito ….
Il fatto è che la quantità “infiniti 9” è esprimibile a parole, ma non è rappresentabile mentalmente e non si può neanche scrivere su di un foglio di carta e nessuna calcolatrice o computer è in grado di rappresentarla.
L’identità reale è impossibile da scriversi ed anche da pensarsi e allora introduciamo il simbolo (9) per indicare “infiniti 9”, così potremo scrivere la nostra identità:
0,(9) = 1
Adesso possiamo dare una dimostrazione:
La frazione 1/3 (che rappresenta la divisione 1:3) è uguale a zero virgola infiniti 3 (non vi fate ingannare dalla vostra calcolatrice che vi da solo un numero finito di 3 dopo la virgola):
1 / 3 = 0,33333333333333………
Usando la nostra notazione:
1 / 3 = 0,(3)
Moltiplichiamo per 3 primo e secondo membro di questa identità:
3 x (1 / 3) = 3 x 0,(3) [ = 3 x 0,3333333333333…. ]
3 / 3 = 0,(9) [ = 0,99999999999999…. ]
Invertiamo i termini dell’identità (se a = b, sarà anche b = a)
0,(9) = 3 / 3
Ma 3 / 3 indica 3:3 che è uguale ad 1, quindi:
0,(9) = 1
Cioè zero virgola infiniti nove è uguale ad uno.
Esiste anche una dimostrazione algebrica:
Poniamo.
y = 0,(9) [ y = 0,9999999999999…. ]
Moltiplichiamo per 10 primo e secondo membro (ricordiamo che si sposta la virgola di un posto a destra):
10y = 9,(9) [ 10y = 9,9999999999999….]
Abbiamo dunque due identità:
10y = 9,(9)
y = 0,(9)
Sottraiamo la seconda identità dalla prima:
10y – y = 9,(9) – 0,(9)
Ed ecco che, come per incanto, scompaiono gli infiniti 9 !
9y = 9
Dividiamo primo e secondo membro per 9:
9y / 9 = 9 / 9
y = 1
Ma il nostro y valeva 0,(9), per cui, in definitiva:
0,(9) = 1.

 

LE MINIADI TESSITRICI: ANCHE IL MISTERO DEL CERVELLO PARLA DI DIO


Pubblichiamo un interessante articolo tratto dal sito bastabugie.it

La stimolazione magnetica transcranica apre nuove possibilità e ci permette di riflettere anche sull’esistenza di Dio
di Umberto Fasol
Alcuni esperimenti recenti fanno ben sperare nella possibilità di aiutare le persone disabili, per esempio tetraplegiche, così consentendo anche di contrastare tentazioni eutanasiche.
La biologia, ad esempio, ha avuto un’espansione enorme negli ultimi anni: la conoscenza della cellula del corpo umano è sempre più profonda; ma questo progresso non avviene in modo uguale per tutti i nostri organi. Ad esempio, quello che conosciamo del cervello è quasi sicuramente la parte meno importante da un punto di vista funzionale: ne conosciamo molto bene la parte motoria e la parte sensoriale, ovvero come il cervello comanda i movimenti volontari delle varie parti del corpo e come registra le sensazioni attraverso gli organi deputati che tutti conosciamo.
Ma sappiamo pochissimo sulle relazioni intime che intercorrono tra il nostro organo “principe” e le nostre prerogative esclusive come il pensiero astratto, il linguaggio simbolico, l’autocoscienza, i sentimenti, il senso religioso, la libertà, il senso dell’umorismo (solo l’uomo ride: la iena ridens semplicemente imita la risata), tanto per citarne alcune, quelle più evidenti. Sappiamo che abbiamo bisogno del cervello per esistere, ma ignoriamo il suo rapporto profondo con la nostra dimensione spirituale.
Il secolo XXI è stato dedicato al Cervello ed è stato aperto con due grandiosi progetti di ricerca scientifica, uno americano e uno europeo.
L’ambizione è mappare per intero e in ogni dettaglio il cervello umano sia per capire come procedano le sue funzioni superiori che per approntare in modo più efficace le terapie delle malattie neurodegenerative che colpiscono la nostra società, fatta di vecchi molto longevi.UN ESPERIMENTO DI STIMOLAZIONE MAGNETICA TRANSCRANICA
Sulla Rivista mensile «Mente e Cervello» (Le Scienze) di febbraio 2015 è apparso un articolo eccezionale (firmato da due professori dell’Università di Washington): parla della prima interfaccia diretta cervello-cervello nell’essere umano. È la prima volta, in altre parole, che il movimento della mano di una persona è provocato dal desiderio dello stesso gesto di un’altra persona che si trova in un’altra stanza e con la quale esiste un collegamento cervello-cervello.
Due giovani si trovano in due stanze diverse, davanti allo stesso videogioco.
Uno di loro può vedere lo schermo del gioco, ma non può “sparare”, mentre l’altro non io vede, però può “sparare” ai nemici che appaiono sullo schermo.
Quando il primo vuole sparare ai nemici, perché li vede e perciò immagina di muovere la mano per premere il pulsante, questo ordine di “sparare” viene decodificato come fa un EEG (elettroencefalogramma) ed inviato attraverso internet ad un casco appoggiato sulla testa del secondo.
Questo casco, chiamato TMS (stimolazione magnetica transcranica), trasmette al cervello la stimolazione che ha ricevuto sotto forma di impulso elettromagnetico. In questo modo la persona risponde al comando muovendo il braccio e quindi sparando con la mano.
All’inizio l’esperimento non riusciva alla perfezione, ma dopo ripetuti tentativi i due volontari sono giunti ad una precisione praticamente del 100 per cento nell’intercettare i nemici del videogioco.
Il casco TMS era già stato utilizzato per il trattamento della depressione grave: mandando impulsi distinti di campo magnetico, si riusciva ad attivare aree cerebrali opportune. A volte si provocavano anche dei movimenti involontari.
È interessante osservare anche che il giovane che riceveva l’impulso dall’altro non si accorgeva del movimento del suo polso se non perché lo vedeva con gli occhi. Entrambi i soggetti erano comunque consapevoli sia del proprio ruolo che di quello dell’altro ed erano disposti a collaborare. In pratica due cervelli sono stati collegati per cooperare ad un unico gesto.
L’impresa è notevole e indubbiamente stupefacente.
Era già accaduto che l’ordine motorio di una persona venisse trasferito ad un braccio meccanico: una ragazza tetraplegica era riuscita con questo casco a mangiare muovendo un arto artificiale. Non era mai accaduto che questo ordine venisse trasferito ad un altro cervello e da qui ad un altro corpo umano. Si aprono nuove frontiere per la conoscenza del nostro corpo e nuove prospettive per aiutare le persone disabili comunque per relazionarci tra di noi.
Vorrei concludere con un paio di riflessioni.

LA PERSONA È PIÙ DEL CERVELLO
La prima: mi pare che si debba continuare a preferire il termine “persona” a quello di corpo e certamente a “cervello”, quando si parla di questi esperimenti e dello studio dei nostri organi: non sono i cervelli che vengono messi in contatto, ma le persone.
Infatti, il cervello non esiste da solo, ma è collegato intimamente con tutte le cellule del corpo; riceve continuamente nutrimento, ossigeno e segnali di varia natura, ormonale, chimica ed elettrica per mantenere il suo dinamismo e la sua plasticità.
Quello che alla fine riesce a fare il cervello, anche se misurato in termini di elettroencefalogramma, è in qualche modo il prodotto di una serie di eventi che partono dal profondo della persona e che interagiscono con molteplici fattori biologici, prima di giungere alla sua ultima espressione fenomenica.

LA PERSONA È SPIRITUALE
La seconda: non siamo autorizzati a concludere, dopo questo esperimento, che il cervello funziona in modo meccanico. L’ordine partito dalla prima persona verso la seconda scatena una serie di reazioni fisiche, nel senso di materiali, che portano, come nel domino, al movimento finale della mano (della seconda persona) che spara: questo percorso è certamente in gran parte materiale. Ma, in sé, l’ordine che proviene dalla prima persona e, prima ancora, la sua genesi, rimangono totalmente inesplorati da questo protocollo.
Come a dire che, nella persona da cui parte l’ordine, il pensiero, il desiderio, la voglia di fare, rimangono ancora verosimilmente spirituali. Non sono comunque né meccanici, né costretti.
Il mistero dell’uomo rimane intatto. Anzi, questi nuovi dati lo allargano. Più si conosce e più si dilata l’orizzonte da esplorare.
Il cervello pesa circa un chilo e trecento grammi, di cui oltre la metà sono costituiti di normalissima acqua; è fatto di oltre cento miliardi di cellule specializzate, dette neuroni, ciascuna delle quali intrattiene almeno mille contatti (sinapsi) con le altre: una rete impressionante.
Non c’è un solo pensiero della nostra giornata che possa essere il prodotto di un contatto fisico o di una reazione chimica, anche se ha bisogno di tutto questo per poter esistere come gesto umano. Da che cosa si deduce questo? Da due osservazioni.
La prima: il pensiero, così come il desiderio o il sentimento o ancora lo stato d’animo di una persona, non sono misurabili con alcun strumento di laboratorio, mentre la sinapsi o comunque la reazione chimica si possono quantificare; ora, come potrebbe una materia fisica produrre una realtà immateriale (appunto il pensiero, ecc.)?
La seconda: ammesso, ma non concesso, che la persona fosse solo materiale, ne conseguirebbe che noi saremmo degli automi in balìa della necessità, perché la materia non è libera. Non saremmo liberi e sarebbe tutto deciso da quella “macchina” che noi saremmo. Ma noi, pur essendo anche parzialmente influenzati da eventi, persone, situazioni, ecc., facciamo l’esperienza interiore di essere liberi, l’esperienza della scelta tra varie e possibili alternative.

LA DEBOLEZZA DELL’ATEISMO
A margine: ci sono scienziati che sono giunti a sostenere che il nostro cervello è programmato per credere erroneamente (secondo loro) all’esistenza dello spirito e ne hanno fatto il sottotitolo di un libro (Nati per credere). Ma come possiamo aderire alla loro professione di materialismo quando essi affermano che tutti gli uomini sono condizionati dalla propensione fallace (secondo loro) a credere all’esistenza dello spirito, mentre solo loro ne sarebbero immuni e quindi dovremmo aderire al loro materialismo, reputandolo vero?
La nostra esperienza quotidiana ci insegna che ogni evento della nostra biologia corporea è elevato ad esperienza di una persona. Il cuore che pulsa nel mio petto non è come una pompa di sangue appoggiata su un tavolo: è consustanziato alla mia natura personale: accelera se sono agitato, rallenta se sono in pace, si vivacizza se sono appassionato, è inquieto se non riposa in Dio, il mio Creatore.
La nostra natura non è né solo biologica né solo spirituale, ma un tutt’uno inseparabile di entrambe le realtà.
Lo spirito umano “impregna” il corpo così come l’acqua fa con la spugna.

Titolo originale: Anche il cervello parla di Dio
Fonte: Il Timone, maggio 2015

ATLANTIDE

Pubblichiamo un interessante articolo dell’Ing Giuseppe Merlino tratto dal suo Blog giuseppemerlino.wordpress.com.
 GLI UNICI DUE DOCUMENTI CHE CITANO IL MITICO CONTINENTE DI ATLANTIDE SONO IL TIMEO ED IL CRIZIA DI PLATONE. QUI RIPORTEREMO LA PARTE ORIGINALE DEL TIMEO CHE TRATTA DI QUESTO ARGOMENTO. SI TENGA PRESENTE CHE PLATONE SOGGIORNO’ PER BEN TRE ANNI IN EGITTO ED EBBE NUMEROSI CONTATTI CON I SACERDOTI EGIZI.
PREMESSA: CRIZIA DETTO “IL GIOVANE” RACCONTA AI PRESENTI CHE, QUANDO ERA BAMBINO, SUO NONNO, ANCHE LUI DI NOME CRIZIA E QUINDI DETTO “IL VECCHIO” GLI AVEVA RACCONTATO UNA STORIA AFFASCINANTE. IL NONNO L’AVEVA ASCOLTATA DAL PADRE DRAPIDE CHE A SUA VOLTA L’AVEVA ASCOLTATA DA SOLONE (IL FAMOSO LEGISLATORE ATENIESE DEL 600 A.C.). SOLONE AVREBBE SENTITO LA STORIA DA UN VECCHIO SACERDOTE EGIZIANO QUANDO SI RECO’ A SAIS NELL’ANTICO EGITTO. ECCO IL TESTO:
“Solone, voi Greci siete come dei bambini, un vecchio fra i Greci non esiste! Siete tutti spiritualmente giovani, perché nelle vostre menti non avete nessuna antica opinione formatasi per lunga tradizione e nessuna conoscenza incanutita dal tempo. E il motivo è questo: avvennero e avverranno ancora per l’umanità molte distruzioni in molti modi, le più grandi con il fuoco e l’acqua, e altre minori per infinite altre cause. Molte dunque e grandi sono le imprese registrate qui che di voi si ammirano; ma ce n’è una che le supera tutte per importanza e valore. Dicono infatti i nostri testi che la vostra città arrestò un enorme esercito, che con prepotenza stava avanzando contro tutta l’Europa e l’Asia insieme, proveniente da fuori, dal mare Atlantico: allora infatti quel mare era navigabile, perché c’era un’isola di fronte allo stretto chiamato (come dite voi) Colonne d’Eracle. Quell’isola era più ampia della Libia e dell’Asia messe insieme; e da essa i naviganti di quel tempo potevano passare sulle altre isole, e da esse su tutto il continente opposto intorno a quello che allora era un vero e proprio mare. Infatti, tutto quanto si trova al di qua dell’imboccatura di cui stiamo parlando, sembra un porto con una foce stretta; ma di là c’è veramente il mare, e la terra-ferma che lo circonda si potrebbe perfettamente considerare un continente. In quest’isola di Atlantide si era formata una grande e straordinaria monarchia, che dominava tutta l’isola e anche molte altre isole e regioni del continente; inoltre governava, da questa parte dello stretto, la Libia fino all’Egitto, e l’Europa fino alla Tirrenia. Questa potenza dunque, concentrate tutte le sue forze, si accinse un tempo ad asservire d’un sol colpo la vostra e la nostra terra e tutta la regione al di qua dello stretto. Proprio in quel tempo, Solone, la potenza della vostra città divenne famosa fra tutti gli uomini per valore e forza. Sopravanzando infatti tutti quanti nella generosità e nelle arti belliche, prima a capo dei Greci, poi inevitabilmente da sola, perché gli altri si erano ritirati, pur essendo giunta all’estremo pericolo riuscì a sconfiggere gli invasori e a trionfare su di loro, e impedì che fossero fatti schiavi coloro che non erano ancora mai stati asserviti, mentre diede generosamente la libertà a tutti noi, che abitiamo al di qua dei confini di Eracle.«Ma in seguito si verificarono immensi terremoti e cataclismi, al sopraggiungere di un sol giorno e di una sola notte terribili, in cui il vostro esercito fu inghiottito tutto quanto dalla terra, e anche l’isola di Atlantide s’inabissò nel mare e sparì: ecco perché, anche ora, quel mare risulta ormai inaccessibile e inesplorabile, essendoci l’ostacolo del fango dei bassifondi che l’isola depositò inabissandosi.»
NEL CRIZIA, INVECE, SI TROVA UNA DESCRIZIONE DETTAGLIATA PIUTTOSTO LUNGA, DEL CONTINENTE SCOMPARSO.
IN BASE A QUANTO COMUNICATO A SOLONE DAI SACERDOTI EGIZI GLI AVVENIMENTI DESCRITTI SI RIFERISCONO AL 9600 AVANTI CRISTO.
NON ESISTONO ALTRI DOCUMENTI CHE PARLINO ESPLICITAMENTE DI QUESTE VICENDE, MA BISOGNA TENERE PRESENTE CHE PLATONE (400 A.C.), AUTORE DEI DUE DIALOGHI, E’ UNO DEI PIU’ GRANDI FILOSOFI DELLA STORIA DELL’UMANITA’ E QUINDI PERSONA ATTENDIBILE.
L’ULTIMA CONSIDERAZIONE CHE E’ DOVEROSO FARE E’ CHE IL RACCONTO DI UN IMMANE CATACLISMA AVVENUTO NELLA STORIA PASSATA DEL NOSTRO PIANETA, E’ RIPORTATO NEI TESTI SACRI DI QUASI TUTTE LE RELIGIONI.
Ho raccolto alcune notizie che riguardano il continente scomparso:
1] Dopo la conquista del Messico da parte degli Spagnoli, si scoprì che un antica leggenda degli indigeni del Messico, trascritta nel Codice Aubin , iniziava con queste parole: Gli Uexotzincas, i Xochimilacas, i Cuitlahuacas, i Matlatzincas, i Malincalas abbandonarono Aztlan e vagarono senza meta. Aztlan era un’isola dell’Atlantico, e le antiche tribu’ avevano dovuto lasciarla perche’ stava sprofondando nell’oceano.
Gli Aztechi sostenevano di venire da un luogo chiamato Aztlan (cioè Atlantide). Il suffisso atl in lingua messicana significa acqua e lo ritroviamo in molti nomi: Quetzalcoatl, Chichèn Iztlan (che in lingua maya significa salvati dalle acque). I toltechi del Messico sostengono a loro volta di venire da Aztlan.
2] Sul fondo del mar dei Caraibi, davanti alla penisola Cubana di Guanahacabibes, nei pressi di un vulcano spento, in un’area di venti chilometri quadrati del pavimento oceanico, immense strutture formano un reticolato urbano, che spicca sulla spianata di sabbia bianca, con i suoi muri ad angolo retto. Le strutture si snodano in un regolare e ordinato groviglio di strade, vicoli, incroci.
3] Diodoro Siculo affermava che i fenici scoprirono una grande isola nell’Oceano Atlantico al di là delle colonne d’Ercole alla quale arrivarono dopo qualche giorno partendo dalle coste africane. Sembra che Atlantide, prima di divenire un’isola in seguito alle catastrofi subite (di cui il diluvio fu l’ultima) fosse un vasto continente che comprendeva anche l’attuale America. Non a caso si dice che i fenici furono uno dei primi popoli a conoscere l’America prima di Colombo.
4] Una leggenda diffusa tra i Celti sosteneva che una parte della Gran Bretagna si estendeva a sua volta oltre l’Oceano Atlantico. I Celti stessi che abitavano l’Irlanda ed il nord della Francia, sostenevano di venire da una terra sommersa nell’Oceano Atlantico, la mitica Avalon.
D’altra parte l’eminente geologo inglese Starkie Gardner afferma che nel periodo eocenico le isole britanniche facevano parte di una grande isola o meglio di un continente che si estendeva nell’Atlantico; è certo che una grande regione continentale esisteva allora ove attualmente si trovano il mare e la Cornovaglia, le isole Scilly e quelle della Manica; l’Irlanda e la Gran Bretagna stessa sono vertici delle sommità più elevate.
5] In Tibet esiste un libro antichissimo appartenente alla casta sacerdotale e ritrovato solo ai primi del ‘900: Le stanze di Dzyan. Questo libro, di autore ignoto, descrive le ere dell’uomo in diverse umanità e tra le varie razze umane menziona anche la razza atlantidea. Esso è uno dei testi fondamentali della Società teosofica e vi derivò l’opera La dottrina segreta di H.P. Blavatsky. Fu la stessa Blavatsky a far conoscere al mondo il testo trovato in Tibet.
6] Un altro punto su cui si sono soffermati a riflettere molti studiosi è il mistero del triangolo delle Bermuda. Si sostiene che in quest’area vi sia una potente energia che “risucchi” aerei e navi che passano di lì. Si ritiene che questa potente forza sia causata da una piramide atlantidea che continua a canalizzare la sua energia dal profondo dell’Oceano causando misteriose correnti.
7] Una lingua inspiegabile per i linguisti è la lingua dei Baschi. I Baschi, pur trovandosi a metà tra la Spagna e la Francia parlano una lingua particolare che è molto simile alla lingua Maya. Nessuno è mai riuscito a capire che tipo di origine abbia questa lingua.
8] Alcuni misteriosi ritrovamenti archeologici hanno fatto affermare a vari studiosi diversi che Atlantide si trovasse ora in Algeria, ora in Sardegna, ora sul fondo del mar Egeo, ora a Cipro. Ma non bisogna dimenticare che dal racconto di Platone si evince che Atlantide era in grande espansione e quindi potrebbe trattarsi di colonie atlatidee.
9] Resta infine il mistero della sfinge in Egitto, la cui datazione potrebbe essere arretrata fino a 12000 anni fa, in quanto presenta evidenti segni di corrosione dovuta a grandi piogge. La datazione ufficiale la fa risalire al periodo del faraone Chefren (2500 a.C., epoca delle due piramidi) ma si è scoperto che quest’opera è più antica almeno di diecimila anni, periodo in cui nel Nord Africa vi era un clima molto più piovoso dell’attuale. La Sfinge è stata fatta risalire al periodo di Chefren perché vi è una lapide dedicata a lui ma il monumento è troppo eroso e, considerato il manto sabbioso dell’Egitto e considerato altresì che il clima in Egitto negli ultimi cinque-seimila anni è stato molto secco, è troppo strano che l’erosione sia così accentuata, se non retrodatandone l’origine. Così il geologo Robert Schoch, il geofisico Thomas L. Dobecky e un’équipe composta da un oceanologo, un architetto e altri due geologi hanno scoperto che l’erosione era dovuta all’acqua, quindi alla pioggia del Nord Africa di diecimila anni fa. Chi ha costruito la Sfinge più di diecimila anni fa?
Nei resoconti di varie spedizioni nella foresta ammazzonica effettuate tra il XVII° ed il XVIII° secolo si parla di misteriose tribù di Indios dalla pelle bianca e dagli occhi blu! Essi affermavano di essere giunti in quelle terre via mare, in seguito a un grande diluvio che coinvolse la loro terra madre, una grande isola. Giunti tra l’Apuré e l’Orinoco fondarono un villaggio e lo chiamarono Atlan. Pare che avessero l’abitudine di rapire donne bianche per accoppiarsi e preservare la specie. L’isola dalla quale proveniva tale tribù era forse Atlantide?
Nel famoso libro sacro Maya (conservato nel British Museum) si legge:
“Nell’anno 6 del Kan, il II muluc, nel mese di zac, si fecero dei terribili terremoti e continuarono senza interruzione sino al 13 chuen. La contrada delle colline  di Argilla, il paese di Ma, fu sacrificato. Dopo essere stato scosso due volte, scomparve ad un tratto durante la notte. Il suolo era continuamente sollevato da forze  vulcaniche, che lo facevano alzare ed abbassare in mille località.”
E’ importante notare come questa data dell’abissamento di Atlantide coincida esattamente con quella dei sacerdoti egiziani che stabiliscono nell’anno 9564 a.C. Infatti aggiungendo a quest’epoca gli anni dell’era volgare si arriva a 11490 anni circa, e aggiungendo agli anni 8060 del Maya i 3400 di antichità del Libro, si ottiene in totale 11460 anni.

Gli Angeli Ribelli

Si può affermare che i libri sacri delle religioni più antiche siano trascrizioni di tradizioni e racconti ancora più antichi che venivano tramandati oralmente attraverso le generazioni. Questi racconti, seppur modificati e fantasticamente arricchiti nel corso dei secoli, devono pur avere avuto un fondo di verità: non si può pensare che certe tradizioni siano state inventate di sana pianta.
Sembra che molte vicende inspiegabili ed ancora misteriose siano avvenute agli albori della civiltà umana. Qui ci soffermeremo sui racconti relativi agli angeli ribelli.
Il succo della tradizione su questo argomento è molto semplice: Dio, prima della creazione, avrebbe creato gli angeli ed uno di essi, il più bello, il più splendente ed il più vicino a Dio, Lucifero, considerandosi uguale, se non superiore, a Dio, si ribellò. Con lui si ribellarono un terzo di tutti gli angeli e ci fu una grande battaglia in cielo con gli angeli rimasti fedeli a Dio guidati da Michele. I ribelli furono sconfitti ed espulsi dal mondo divino.
La battaglia è ben descritta nel 12° libro dell’Apocalisse di San Giovanni:
“Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e Satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli”.
Analizzando anche testi sacri di altre Religioni, sorge il dubbio che, in epoca preistorica, l’uomo abbia potuto assistere ad un epica battaglia in Cielo tra creature non meglio identificate.
Il primo libro di Enoch (accettato nella Bibbia della Chiesa Cristiana Copta) si dilunga sui rapporti tra questi angeli “caduti”, chiamati Vigilanti e l’Umanità primitiva. Riportiamo un brano significativo:
“Ed accadde, da che aumentarono i figli degli uomini, che in quei tempi nacquero ad essi ragazze belle di aspetto. E gli angeli, figli del cielo, le videro, se ne innamorarono, e dissero fra loro: Venite, scegliamoci delle donne fra i figli degli uomini e generiamoci dei figli. E si unirono con loro ed insegnarono ad esse incantesimi e magie e mostraron loro il taglio di piante e radici. Ed esse rimasero incinte e generarono giganti la cui statura, per ognuno, era di tremila cubiti. E Azazel insegnò agli uomini a far spade, coltello, scudo, corazza da petto e mostrò loro quel che, dopo di loro e in seguito al loro modo di agire sarebbe avvenuto e gli mostrò anche il cambiamento del mondo. Amezarak istruì tutti gli incantatori ed intagliatori di radici. Armaros insegnò la soluzione degli incantesimi. Baraqal istruì gli astrologi. Kobabel insegnò i segni degli astri, Temel insegnò l’astrologia e Asradel insegnò il corso della luna”.
Nella Bibbia Cristiana ed Ebraica, il libro della Genesi conferma il racconto in un passo più breve:
“Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro figlie, i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli quante ne vollero. C’erano sulla terra i Giganti (Nephilim) a quei tempi, e anche dopo, quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell’antichità, uomini famosi.”
Il mito secondo il quale esseri superiori dettero l’avvio alla civiltà umana è presente in moltissime altre antiche tradizioni.
Il mito degli angeli ribelli è presente anche nel Corano: Lucifero, che la tradizione islamica chiama Iblis, si sarebbe ribellato a Dio perchè Egli, dopo aver creato gli esseri umani, ordinò agli angeli di servirli. Iblis si rifiutò perché sentiva di non poter amare e servire altri che il suo Creatore. Per questa ribellione Dio lo cacciò.
Non vogliamo trarre conclusioni azzardate da questa breve nota, ma, per dovere di cronaca, dobbiamo riportare la tesi di alcuni studiosi che vedono in questi racconti uno dei tanti elementi che proverebbero che, nel lontano passato, esseri provenienti da altri pianeti abbiano soggiornato sul nostro pianeta ed abbiano dato il decisivo avvio al nascere della civiltà umana. Questi alieni sarebbero la parte sconfitta di una tremenda battaglia svoltasi nei pressi del nostro pianeta, che avrebbe trovato riparo sulla Terra

LA MITICA THULE, ARIANI E IPERBOREI

Pubblichiamo un interessante articolo dell’Ing Giuseppe Merlino tratto dal suo Blog giuseppemerlino.wordpress.com.

Tra il 2000 ed il 1400 avanti Cristo una misteriosa popolazione scese dal nord e, divedendosi in due tronconi, invase il subcontinente indiano e la Grecia, dando origine a due delle più grandi civiltà che siano mai esistite. Erano gli Ariani, gli Arya (i nobili). La loro lingua originale era il sanscrito e bisogna notare che in questa lingua sono esprimibili concetti filosofici che sarebbe impossibile esprimere in molte lingue moderne, tranne forse il tedesco. I grandi filosofi greci, Platone in particolare, derivarono i loro sistemi filosofici dalle antichissime conoscenze portate dagli Ariani. In india nacque la civiltà Indoariana con i suoi testi sacri, i Veda e le Upanishad, nei quali il pensiero umano ha raggiunto le più alte vette di speculazione filosofica. Di origine ariana sarà poi anche il Buddismo.
Chi erano e da dove venivano gli Ariani? Il geografo ed esploratore greco Pitea parla per la prima volta della leggendaria isola di Thule nella quale il Sole splendeva per sei mesi all’anno e che distava sei giorni di navigazione dall’odierna Scozia. Quest’isola sarebbe stata abitata da una leggendaria popolazione, gli Iperborei. Questi sarebbero stati custodi di una Tradizione Filosofica Primordiale che avrebbero ereditato dalla civiltà di Atlantide ormai scomparsa. Thule è menzionata anche nella “Geografia” di Tolomeo ed in molte altre opere antiche. Gli studiosi tendono ad identificare l’isola con l’Islanda o con la Groenlandia (Greenland, Gronland = Terra Verde) che in un remoto passato avrebbero avuto rapporti con Atlantide, prima che questa fosse inghiottita dalle acque. Nelle terre attorno al polo effettivamente il giorno dura sei mesi e la notte altrettanto.
Spinti dai mutamenti climatici, gli Iperborei, guidati dai loro capi (gli Arya), lasciarono la mitica Thule e migrarono verso sud in paesi più caldi portando con se le loro antiche conoscenze. Pare che si stanziarono per lungo tempo in Russia e nell’Asia centrale, dove già venivano chiamati Ariani. In un secondo momento discesero ancora più a sud dando luogo a quella migrazione di cui si è detto prima.
Il mito di questa popolazione iperborea è presente nella tradizione di molti altri popoli come gli indiani d’America ed i cinesi, ma è sopratutto nei monasteri del Tibet che si conservano in segreto documenti su quegli avvenimenti (il Tibet, data la sua altitudine, sarebbe rimasto completamente indenne dal Grande Diluvio). Non a caso Hitler nel 1938 mandò una spedizione in Tibet con l’intento di scoprire le origini della razza ariana. Si noti che il nazismo adottò come simbolo la svastica che originariamente era il simbolo ancestrale della razza ariana. D’altra parte Hitler, già prima di salire al potere era membro della società iniziatica “Thule”, i cui membri erano convinti della divisione dell’Umanità in due civiltà: quella Aristocratica degli Ariani e quella Ginecocratica dei popoli mediterranei e dei Dravidici dell’India, entrambe assoggettate dagli Ariani. Nel mondo attuale, invece, la civiltà Ginecocratica avrebbe preso il sopravvento.
Abbiamo scritto questo articolo tutto al condizionale, consapevoli che queste brevi righe sono insufficienti a trattare un argomento attualmente così delicato. Consigliamo pertanto a chi fosse interessato alla Civiltà Tradizionale di consultare le opere di Renè Guenon e di Julius Evola.

Negli anni tra le due guerre mondiali molti studiosi cominciarono a sostenere che per spiegare una quantità di convergenze e di corrispondenze di simboli, dati antropologici e filologici, ecc., è necessario ammettere l’esistenza di una razza nordico primordiale, che verso l’Età della Pietra dalle regioni artiche si sarebbe spostata verso il sud, dando luogo alle forme più alte di una civilizzazione di tipo cosmico-solare in netta contrapposizione con le cività preistoriche “meridionali” caratterizzate dai culti della grande madre.
Secondo questi studiosi sarebbe esistita una dimora polare, patria primitiva della razza nordica, che aveva sviluppato una sorta di civiltà da “Età dell’Oro” (corrisponderebbe, secondo le ultime ricerche, ad un periodo interglaciale “caldo” collocabile tra il 40.000 ed il 28.000 a.C.). Si noti che la stessa definizione scientifica di “Era Glaciale” è ” Era geologica in cui le calotte polari sono coperte da ghiacci”. Ciò lascia supporre che nelle ere interglaciali le calotte polari fossero totalmente o parzialmente libere da ghiacci.
Secondo lo studioso tedesco Herman Felix Wirth (membro come Himmler della società segreta Ahnenerbe), una grande quantità di dati geologici, climatici e botanici veramente impressionanti dimostravano come allora, tra i 70 e gli 80 gradi di latitudine Nord, vi era una temperatura media annua paragonabile ad un clima temperato (sui 10 gradi centigradi, contro i 20 sotto zero attuali a quelle latitudini) e che questo territorio aveva incluso anche l’Islanda, la Groenlandia e le Isole Spitzbergen.
Era L’Atlantide polare, Thule, la sacra dimora della prima umanità. Umanità che quindi, secondo Wirth, era nata in un periodo “Terziario”, molto prima dell’arrivo di una fortissima glaciazione (dal 28.000 a.C. – ultima fase del Wurm) che aveva di conseguenza costretto gli abitanti di questo Eden Polare a migrare verso Sud, per costituire più tardi l’Atlantide platoniana che tutti conosciamo (dal 15.000 al 9.000 circa a.C.).
La fine del Wurm, l’innalzamento repentino dei mari, insieme con altre catastrofi naturali (il Diluvio Universale) aveva costretto i superstiti dell’Atlantide ariana ad una diaspora in Europa, Asia, Africa nordoccidentale ed America.

Trascrivo la definizione di “Ipeborei” tratta da Esopedia (l’enciclopedia online dell’Esoterismo):
Per Tradizione Primordiale si intende il patrimonio religioso, cultuale e sociale, in poche parole la civiltà, del popolo degli Iperborei e soprattutto la summa sapienziale dei suoi collegi iniziatici. Gli Iperborei sarebbero i rappresentanti di una antichissima civiltà che in tempi remotissimi, nella mitica età dell’oro e comunque nell’alta preistoria (sarebbero gli antenati dei Cromagnon che dovrebbero risalire a 30.000 – 40.000 anni fa), abitavano nelle zone polari che all’epoca godevano di un clima delizioso. Gli Iperborei sarebbero i depositari e i diffusori di una rivelazione primordiale che poi ritroviamo negli Indoeuropei e da li in tutti i popoli che appartengono a questo ceppo. Nel tempo questa trasmissione orizzontale, cioè storica, veniva rinnovata e corroborata dalla esperienza diretta dei veggenti che riscoprivano in sé la sapienza non-umana ma divina e trascendente che venne rivelata in origine agli Iperborei. Venne rivelata a loro per il semplice fatto che, almeno per quanto riguarda il ciclo in cui viviamo, sono i progenitori dell’umanità… almeno di una parte dell’umanità.

Come è noto, il concetto di “Ariani” inteso come razza superiore ha portato nel secolo scorso allo sviluppo di ideologie razziste. Forse finora non è stato ben chiarito il concetto di “Razza dello Spirito”. Questo concetto, sviluppato sopratutto dallo studioso di Scienze Tradizionali Julius Evola si incentra sulla considerazione che gli Ariani avevano una “qualità psichica” superiore che permise loro di sviluppare concetti filosofici assai elevati completamente estranei alle popolazioni autoctone che nel corso dei secoli essi assoggettarono. Inoltre l’elite di questo gruppo aveva probabilmente sperimentato quella che nella Tradizione Induista e Buddista viene chiamata “Illuminazione” e tutte le grandi opere dei Veda e delle Upanishad erano un tentativo di trasmettere questa sapienza con le parole.
C’è poi il serio dubbio che gli Ariani erano depositari di conoscenze molto più antiche trasmesse loro da precedenti civiltà scomparse.

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Il Campo-Dati Gravitazionale

La gravità è un dato di fatto.

Che sia una proprietà dell’elettromagnetismo o una forza causata dalle particelle, essa rende possibile tutta una serie di attività interessanti e sport (snowboard, paracadutismo, tuffi, saltare sui letti ecc…)

C'è un momento tra il salire e lo scendere che ricorda l'assenza di gravità
C’è un momento tra il salire e lo scendere che ricorda l’assenza di gravità

Col tempo arguti cervelloni si sono accorti di altre proprietà di questa forza; come la diligenza a seguire alla lettera disposizioni matematiche.
E’ grazie a tutti quegli scarabocchi da quattrocchi che abbiamo raggiunto lo spazio e potuto inventare astronavi che non andassero solo col potere della fede.

Per costruire uno di questi ci saranno volute una grossa cifra di formule.
Per costruire uno di questi ci saranno volute una grossa cifra di formule matematiche.

Beh ma come sarebbe se le stesse leggi fisiche funzionassero nel cyber-spazio?
I corpi più massivi (i siti web con più traffico, utenti e dati salvati), dovrebbero essere quelli che crescono più in fretta; inglobando i corpi più vicini e distorcendo su di se le traiettorie di molti altri corpi (sempre composti di dati).

Quanti siti orbitano intorno ad altri siti più grandi e così via?
Quanti siti orbitano intorno ad altri siti più grandi e così via?

E sembrerebbe proprio confermato dal fatto che i maggiori indirizzi web per visite sono quelli che contengono e continuano ad accumulare più dati!
Facebook ha dichiarato di riuscire a immagazzinare 500 terabytes di informazioni multimediali al giorno! Google invece ne gestisce (leggi immagazzina) circa 50-100-1000 volte di più al giorno (abbastanza da aver bisogno di così tanti server)! E più dati ottengono (maggiore la loro massa) più altri ne arrivano in una crescita che ricorda la formazione delle prime stelle dopo il big bang.

Esploreremo in seguito questa analogia tra spazio cosmico e spazio virtuale.

p.s.
Possiamo considerare catramba un acceleratore gravitazionale!

LA STELLA DI SIRIO: I DONGON

 

Pubblichiamo un interessante articolo dell’Ing Giuseppe Merlino tratto dal suo Blog giuseppemerlino.wordpress.com.

Sirio è la stella più luminosa del cielo notturno. Essa appartiene alla costellazione del Cane Maggiore. Essa si trova ad una distanza di 8,6 anni luce dalla Terra e pertanto è una delle stelle a noi più vicine.

Una popolazione africana ha una interessante tradizione orale relativa a questo astro:

I Dogon sono una popolazione del Mali, uno stato dell’Africa centro-occidentale; sono circa 240.000, popolano una zona montagnosa all’interno dell’ansa del Niger, la falesia di Bandiagara, zona dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco.

Nella loro tradizione orale essi parlano della stella Sirio e soprattutto della sua compagna, Sirio B, rivelando nozioni astronomiche che avrebbero posseduto più di 5000 anni fa. Infatti Sirio è un sistema binario e Sirio B non è visibile ad occhio nudo: la si può osservare solo con un telescopio. Sirio B è una nana bianca che orbita attorno alla stella principale ad una distanza compresa tra 8,1 e 31,5 unità astronomiche, con un periodo di circa 50 anni. Fu la prima nana bianca ad essere scoperta nel 1862 da Alvan Clark, figlio dello studioso americano e costruttore di lenti per telescopi Graham Clark.

Ma i Dogon come potevano sapere dell’esistenza di Sirio B e che, pur essendo molto più piccola, è più massiccia di Sirio A, tanto che la chiamavano appunto Po (un cereale di grande peso specifico)?

Storicamente, molte culture hanno dato un significato speciale a Sirio. Era adorata in Egitto molto prima che Roma fosse fondata, e molti templi degli antichi Egizi furono costruiti orientandoli in modo che la luce della stella potesse illuminare i loro altari interni. Gli Egizi inoltre basarono il loro calendario sul sorgere eliaco di Sirio, che accadeva poco prima dell’annuale piena del Nilo e dell’equinozio di primavera.

I Dogon celebrano ogni 60 anni una cerimonia che si riferisce alla fine di una rotazione di Sirio B attorno a Sirio. Questa popolazione fu studiata dagli antropologi francesi Marcel Griaule e Germaine Dieterlen per parecchi anni dal 1931 in poi. Nel corso di questi studi lo Sciamano Ogo Temmeli disegnò sulla sabbia l’ellisse che Sirio B percorreva attorno a Sirio e l’esatta posizione che Sirio aveva all’interno dell’ellisse. Noi oggi sappiamo però che il periodo di rotazione è di circa 50 anni, in ogni caso le concordanze sono sorprendenti. Questo Sciamano rivelò ai due studiosi che i Dogon si erano stanziati nel Mali da oltre 500 anni ma che la loro provenienza originaria era l’Egitto.

Alla fine di ogni cerimonia, i Dogon costruivano una maschera e sono state ritrovate 6 maschere, più i resti di altre due, il che farebbe risalire a 480 anni prima le conoscenze dei Dogon su Sirio B che l’Astrofisica moderna ha scoperto solo nel 1862, riconoscendo solo nel 1925 che si trattava di una nana bianca.

Nella Mitologia dei Dogon si parla anche di misteriosi esseri provenienti dal sistema della stella Sirio chiamati Nommo.


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LA NOSTRA PERCEZIONE DEL MONDO ESTERNO

Pubblichiamo un interessante articolo dell’Ing Giuseppe Merlino tratto dal suo Blog giuseppemerlino.wordpress.com.


La Fisica moderna ha appurato che le particelle elementari che costituiscono gli atomi altro non sono che “pacchetti di Energia” e che quindi la parola “atomo” è solo il nome di un oggetto inconoscibile. Tutto ciò che esiste è fatto di atomi ed ora sappiamo che essi emanano Radiazione Elettromagnetica. Per farla breve, questa radiazione è dovuta ai continui passaggi degli elettroni da uno all’altro dei sette livelli energetici. E’ bene chiarire che tutti gli animali di questo pianeta, e quindi anche noi, di questa radiazione ne percepiscono solo una minima parte che i Fisici chiamano “Finestra del visibile”. Questa minima parte della radiazione raggiunge la retina in fondo all’occhio, dove delle cellule specializzate, i coni ed i bastoncelli la trasformano in una debole corrente elettrica. Questa debole corrente percorre un sottile filo (il nervo ottico) e giunge in una certa zona del cervello. In questa zona il nostro cervello genera quelle immagini fantasiose che noi chiamiamo realtà. I dati che riceviamo li ordiniamo secondo due “Categorie”, lo Spazio ed il Tempo, che non esistono nella realtà, ma che servono solo a creare il nostro mondo illusorio. L’Uomo occidentale moderno non ha alcuna coscienza di tutto ciò e vive tutto proiettato verso una realtà “esterna” che invece esiste solo nella propria mente. Tutte le Dottrine Tradizionali hanno invece alla loro base questi concetti. 

Il concetto di “Materia” è strettamente collegato alla nostra esperienza empirica, al nostro piano dell’esistenza. La Fisica moderna descrive la realtà attraverso modelli Fisico-Matematici. Per quanto riguarda le particelle elementari che costituiscono la Materia, il modello prevede che queste hanno il duplice comportamento sia di onde che di corpuscoli. Il modello ha il solo scopo di descrivere realtà oggettive inconosibili: è impossibile conoscere le cose prescindendo dall’osservatore. In molti sistemi filosofico-scientifici si sostiene addirittura che non vi sia niente di esterno all’osservatore.

Ma un duro colpo al concetto tradizionale di Materia lo da anche la scoperta dell’equivalenza di Materia ed Energia scoperta con la Teoria della Relatività di Einstein e quantificata dalla famosa equazione E = M x C².

Mi rendo conto che l’argomento andrebbe approfondito e che queste mie brevi considerazioni potranno sembrare insufficienti a chi invece conosce già le cose, ma quanto ho scritto potrebbe avviare quache lettore a studi più approfonditi.



 ….Dal Blog dell’Ing. Giuseppe Merlino

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Misteri e Segreti da tutto il mondo.